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Intervista al Presidente

Natale De Fino: i giovani vero tesoretto

Per la prima squadra è già arrivata l’ora di tirare le somme su una stagione che ha sorriso raramente agli uomini guidati da coach Giuseppe Guadalupi. La regular season è giunta al termine da qualche settimana, ma il boccone amaro non è stato ancora del tutto digerito. La classifica ha visto i gravinesi chiudere il girone unico di Serie C Gold all’undicesimo posto (terzultimi) con 14 punti ottenuti in stagione, frutto di sole 7 vittorie e qualcosa come 17 sconfitte. I numeri non sono certamente positivi, ma diventano comprensibili se contestualizzati alla stagione e alle difficoltà a cui la società ha dovuto far fronte.

Un anno di transizione e nuovi progetti in cantiere

La riforma dei campionati attuata in parte già in questa stagione ha senza dubbio alterato gli equilibri in Serie C Gold; la mancanza di retrocessioni ha fatto cullare tutte società e per il Gravina sono subentrati anche altri fattori riguardanti il roster, a spiegarlo è stato lo stesso presidente Natale De Fino: “Quest’anno sono stati più gli aspetti negativi che quelli positivi, ma anche perché l’assenza di retrocessioni ci ha catapultati in una situazione di stallo dal momento che non c’era l’intenzione di andare in serie superiori. Chiaramente abbiamo preferito fare l’utile per salvaguardare la nostra realtà che non è solo la prima squadra, ma bensì tutto ciò che si cela dietro a partire dalle attività di pallacanestro gratuita nelle scuole. Un progetto che portiamo avanti da 25 anni e che ci vede impegnati in diversi istituti per un totale di circa un migliaio di ragazzini. Inoltre la macchina Gravina non si ferma mai, abbiamo un progetto in cantiere, che stanno curando Cinzia Genualdo e Carmelo Minnella, che mira principalmente all’inclusività ma è ancora in via d’allestimento quindi possiamo svelare poco”.

Campionato altalenante, ma De Fino è soddisfatto

In campionato la squadra ha tentennato più volte senza mai trovare un equilibrio che potesse dare continuità di risultati, ma la stagione è iniziata con il piede sbagliato già da settembre come spiega De Fino: “ È stato un anno di transizione, considerando anche che i primi problemi sono sorti a settembre, quando ci siamo ritrovati improvvisamente con ben quattro giocatori in meno, tra l’altro quasi tutti superiori ai due metri. Siamo rimasti a corto di pivot, sono andati via per motivi lavorativi Vincenzo Spampinato, Alessandro Florio, Simone Fodale e Alexandru Ceorcea. Da qui è nata l’esigenza di prendere due stranieri che coprissero questo buco, e ci siamo affidati ai due serbi Oluić e Lalić che hanno ben fatto il loro lavoro. Poi la stagione in se non è stata particolarmente fortunata tra infortuni e continui stop, abbiamo ritrovato il nostro playmaker Simone Spina solo a metà campionato.
La guida tecnica è passata da Giuseppe Marchesano a Giuseppe Guadalupi, brillantissimo, ha fatto un ottimo lavoro nel limite delle possibilità”.
Bisogna guardare comunque il bicchiere sempre mezzo pieno e Gravina anche in assenza di risultati ha comunque costruito un bel gioco portando avanti i valori per cui da sempre viene conosciuta: “Tutto sommato abbiamo anche fatto bene sul parquet in diverse occasioni, ragazzi come Privitera o Renna hanno dimostrato tanto, io mi ritengo soddisfatto. Questo è il mio 34º anno di attività, chiaramente ogni anno è diverso e lascia emozioni differenti, da buon padre di famiglia posso dire che a me basta arrivare a fine stagione senza difficoltà per essere felice. Ciò che non deve mai mancare al Gravina è l’armonia che noi sempre cerchiamo, quel senso di famiglia per cui siamo conosciuti”.

Futuro? L’aspetto economico è essenziale per programmare

Il presidente Natale De Fino non lascia spazio a fraintendimenti, parla del futuro e delle possibilità dello Sport Club Gravina: “Io penso che rispetto ad altre società Gravina abbia delle marce in più: basti pensare che i 15 ragazzi del roster vengono tutti dal nostro settore giovanile e ad oggi questo fa altamente la differenza considerando che la Federazione ha aumento le quote NAS per cui una società che preleva un giocatore da un’altra squadra deve pagare 2.500 euro (precedentemente erano 1.200 euro), io posso tranquillamente presentare la squadra con le risorse del vivaio”. Poi continua e si sofferma sull’aspetto economico: “Purtroppo ad oggi lo sport è diventato veramente troppo dispendioso, tutto è caro.
L’aspetto economico è essenziale, io non ho in mano una grossa realtà, abbiamo sempre portato avanti tutto nelle nostre possibilità”. Rimane ancora irrisolta l’incognita palazzetto, ma apparentemente qualcosa si muove: “Se non erro giorno 27 aprile l’amministrazione inizia la gara d’appalto per sistemare il vecchio palazzetto – svela il presidente – sarà già un bel passo avanti perché verrà montato il parquet. Poi si viene al grosso progetto: la realizzazione del palazzetto nuovo. Tutto tace, o meglio siamo fermi ma in pole position: il progetto esecutivo è autorizzato e completo, ma ahinoi, mancherebbe solo il finanziamento (3,2 milioni è l’importo dei lavori). Questo palazzetto ce lo meritiamo tutti, noi in quanto Gravina ma anche la società di pallavolo che ha seguito tutto e che opera nel territorio da 44 anni”.

Anna Pia Panassidi (Sicra press)