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Marchesano va a Bormio come istruttore

Dal 30 giugno al 13 luglio a Bormio con Capobianco… Terza estate in giro per l’Italia… «Onorato di farne parte»…

Giuseppe Marchesano vivrà un’altra estate molto impegnativa: per il terzo anno di fila Andrea Capobianco, responsabile del CNA per la FIP nazionale, lo ha scelto per partecipare come istruttore al secondo anno del corso allenatori.

Dal 30 giugno al 13 luglio sarà dunque a Bormio, dov’era stato anche due anni fa. Nella passata stagione, Marchesano è andato invece a Martina Franca.

L’allenatore catanese, reduce da un’ottima stagione a Gravina, la quarta con la società del Presidente De Fino, è entusiasta: «Sono onorato di farne parte!»

R.B.C.

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Il bilancio di un’ottima stagione

La forte dedica a Lazzara… Il presidente De Fino: «Grazie per questo lungo viaggio»… Il coach Marchesano: «Dolore e soddisfazioni»…

Roberto Saccà (foto Antonio Parrinello)

L’eliminazione nei quarti dei play-off di Serie C contro la campionessa della stagione regolare, la Cestistica Torrenovese, fa calare il sipario su un’ottima stagione dello Sport Club Gravina, che da un paio d’anni ha dato il via a un rinnovamento del roster che però ha portato a due qualificazioni consecutive ai play-off contro i pronostici. La chiusura della stagione ha permesso al presidente Natale De Fino e al coach Giuseppe Marchesano di tracciare un bilancio della 30ª stagione della società etnea. Il riferimento di entrambi a Giuseppe Lazzara, pensiero costante e persona a cui è dedicata questa stagione, è forte.

«Cari amici miei – scrive De Fino –, grazie di cuore, per questo lungo viaggio, non sarò così bravo ad esprimere la mia gioia e la mia contentezza nell’essere arrivato a questo punto della nostra storia e della mia vita, di traguardi ce ne saranno ancora tanti da inseguire, ne sono certo, e forse non sarò io a portarli a termine. Spero di avervi insegnato che lo sport è stare assieme, giorno per giorno, allenamento per allenamento, per questo motivo che si ottengono i risultati sperati…»

Ciro Ferrara (foto Antonio Parrinello)

«Ma attenzione – prosegue il presidente – i risultati a cui mi riferisco non sono solo le innumerevoli vittorie ottenute sul campo ma tutte le vittorie che avrete nella vita, d’altronde lo sport ci insegna ad essere degli uomini giusti. Quello che posso aggiungere che in questi 30 anni, strada facendo, ho perso degli amici cari e degli affetti personali, ma in compenso ho trovato un mondo di amici e una grande famiglia. Vi voglio bene… mi avete dato tanto ed io ancora mi sento in debito con voi».

Il coach aggiunge qualche dettaglio in più, componendo la dedica al fotografo del basket catanese, che è scomparso a fine gennaio. «Anno difficile pieno di dolore e paradossalmente di grandi soddisfazioni per il lavoro che amo di più, stagione da ricordare, amore infinito per la famiglia che sei riuscito ad allargare e ad unire…ogni singolo giocatore e dirigente del Gravina ti ringrazia io ti ringrazio per esserci stato e per continuare a esserci, non sarei riuscito a trovare l’energia se non avessi avuto vicino tuo figlio Fabio, la sua forza ed energia i suoi consigli sussurrati la sua partecipazione emotiva è stata fondamentale… dedichiamo a te ogni singola vittoria ogni gesto e sappiamo che da lassù li hai immortalati tutti per questo resteranno e resterai sempre nei nostri cuori.. ci manchi ma sappiamo che ci sei!»

Roberto Quartarone

1° turno Play-off – ritorno

Torrenova vince e accede alle semifinali

La partita si racconta in poche battute: il Gravina parte forte, con grande intensità, gioca la gara esattamente come l’aveva preparata.
Torrenova non ci capisce nulla, rimane intrappolata in ogni zona del campo e per due quarti vede con preoccupazione lo spettro di gara tre.
Poi accade l’imponderabile, un giocatore ospite, Busco, cade malamente, si procura un grave incidente al gomito e in attesa del 118 la partita rimane sospesa per una mezz’ora abbondante. Alla ripresa del gioco Gravina crolla, Torrenova ne approfitta e piazza le sue micidiali mazzate. Game Over!
Dopo, nello spogliatoio, assisto ad una ventina di minuti che valgono uno scudetto: la squadra è al completo, ci sono Marchesano, Lazzara e Cavazza, Arena e Gangemi, il Presidente De Fino ed il vice Magrì.
Il coach con voce commossa ma con una freddezza/razionalità invidiabile a pochi minuti dalla fine di una partita così delicata, prende la parola e dopo aver dedicato l’intero campionato all’amico Lazzara ed al figlio Fabio, suo prezioso collaboratore, ripercorre le tappe di questa stagione, sottolineando quanto il gruppo sia stato unito, abbia lavorato con grande impegno ed attaccamento alla società. Ha una parola di grande valore tecnico ed affettivo per tutti: per “il suo capitano” Gianluca Barbera, indiscusso leader della squadra, per Enzo Santonocito che facendo a sportellate è risultato uno dei migliori lunghi del campionato, per Simone Spina che è diventato un regista maturo, per Giuliano La Mantia che, seppur non utilizzato come in passato, ha un ruolo di grande prestigio all’interno del gruppo, per Roberto Saccà e Giovanni Alì e per tutti gli altri che sgobbando sempre hanno atteso pazientemente il proprio turno.
“-Abbiamo dimostrato di essere una grande famiglia ma superando ogni tipo di difficoltà, lavorando duramente, con un continuo confronto, in qualche caso molto duro, siamo diventati anche una grande squadra e questo campionato resterà per sempre nella mente e nel cuore di ciascuno di noi-” ha concluso il tecnico del Gravina.
Sono uscito dallo spogliatoio con il Presidente ed ho visto Natale De Fino commosso come mai mi era capitato in quarantacinque anni; mentre passava una mano sugli occhi ha sussurrato: “Questa è una grande squadra!”

Enrico Maugeri